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Nyame. Musica e liturgia nelle chiese protestanti: casi di studio nelle chiese migranti dal Ghana

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Nyame: il viaggio degli inni tra Europa, Africa e Italia

Musica, liturgia, migrazioni e identità nel nuovo libro di Alberto Annarilli

Che cosa accade a un canto quando attraversa un continente? E cosa succede quando, dopo aver percorso secoli e migliaia di chilometri, ritorna in Europa insieme alle persone che lo hanno fatto proprio?

È questa una delle domande centrali di Nyame. Musica e liturgia nelle chiese protestanti: casi di studio nelle comunità migranti dal Ghana, il nuovo volume di Alberto Annarilli, pubblicato nel 2026 da NeoClassica (collana Musichemigranti), per conto del Centro Culturale Protestante Martin Luther King, con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali, con Presentazione di Serena Facci.

Il libro nasce dall'esigenza di comprendere il rapporto tra musica, fede e mobilità attraverso una prospettiva che unisce storia ed etnografia. Al centro dell'indagine si trovano gli inni protestanti: un repertorio che, dalla Riforma di Lutero in poi, ha attraversato l'Europa, ha raggiunto il continente americano, si è diffuso attraverso le missioni cristiane in Africa e in altri territori del mondo e, in epoca contemporanea, è tornato in Europa seguendo anche le traiettorie migratorie delle comunità cristiane africane.

Il viaggio degli inni diventa così anche il racconto di un lungo processo di trasformazione culturale.

Dalla Riforma alle chiese africane contemporanee

Nei primi capitoli Annarilli ricostruisce la storia del protestantesimo attraverso le sue molteplici articolazioni confessionali e denominazionali, fino ad arrivare alla complessa realtà delle chiese contemporanee, comprese quelle indipendenti e non denominazionali che hanno conosciuto una particolare diffusione nel continente africano.

Parallelamente, il volume segue l'evoluzione delle pratiche musicali e liturgiche protestanti. Gli inni di Lutero, il salterio calvinista e, più in generale, il patrimonio della musica congregazionale costituiscono alcuni dei principali punti di riferimento di una storia nella quale la musica non è mai un elemento semplicemente decorativo della liturgia.

Cantare significa infatti pregare, insegnare, ricordare, costruire una comunità. Significa trasmettere una teologia e, nello stesso tempo, produrre appartenenza.

È proprio questo aspetto a rendere particolarmente significativo il percorso seguito dal libro: gli inni non vengono considerati come repertori immobili, ma come pratiche vive, capaci di essere reinterpretate, tradotte, adattate e trasmesse in contesti profondamente differenti.

La loro storia non è dunque soltanto una storia musicale. È anche una storia di incontri, missioni, conversioni, scambi culturali e migrazioni.

Quando una tradizione scritta diventa memoria orale

Uno degli elementi più interessanti dell'indagine riguarda il rapporto tra scrittura e oralità.

Gli inni protestanti nascono spesso all'interno di tradizioni fortemente legate alla parola scritta: testi poetici, raccolte innologiche, innari e salteri hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione delle liturgie protestanti. Ma, una volta inseriti in nuovi contesti culturali, questi repertori vengono appresi e trasmessi anche attraverso l'ascolto, la memoria, la ripetizione e la pratica collettiva.

Nel passaggio dall'Europa all'Africa e, successivamente, dall'Africa all'Europa, il repertorio può quindi trasformarsi profondamente. Una melodia può essere modificata; un testo può essere tradotto o adattato; un canto può assumere nuove funzioni; una pratica liturgica può incorporare elementi provenienti da tradizioni differenti.

Il risultato non è necessariamente la perdita dell'originaria identità del repertorio, ma la sua continua ricostruzione.

È in questo spazio di trasformazione che Annarilli individua una delle questioni fondamentali del volume: il carattere transculturale della musica protestante contemporanea.

Nyame: un nome, molte storie

Il titolo del libro richiama una parola della lingua twi, parlata da molti dei protagonisti delle comunità ghanesi analizzate: Nyame, termine che indica il Signore, Dio Padre.

Il significato del termine apre immediatamente una questione centrale per la ricerca: quella dell'incontro tra categorie religiose differenti.

Nella tradizione religiosa ashanti, Nyame è il dio creatore, distinto dagli altri esseri spirituali e posto al di là dell'immanenza del mondo terreno. Nel corso dell'attività missionaria, nomi locali riferiti alle divinità supreme vennero utilizzati in diversi contesti africani per tradurre il concetto cristiano di Dio.

La scelta linguistica non fu quindi un semplice problema di traduzione. Essa divenne anche uno spazio di incontro e di sovrapposizione tra sistemi religiosi.

Quando nei canti e nelle preghiere compare il nome Nyame, emerge così una storia molto più lunga di quella del singolo canto: una storia fatta di missionarismo, traduzione, appropriazione, reinterpretazione e costruzione di nuove identità cristiane.

La musica permette di ascoltare concretamente questo processo.

Il Ghana in Italia

La parte etnografica del volume si concentra in particolare sulle comunità protestanti ghanesi presenti in Italia.

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